E’ un workshop che si è tenuto di recente, ospitato da CSCW 2006.
Ahimè, abbiamo fatto male a non andarci. C’era gente conosciuta (Dana, Peggy, Jim) ed era molto interattivo, a giudicare dal programma e dalle foto.
L’unica consolazione è che possiamo leggere gli short paper dai proceedings. Ce ne sono diversi che ho trovato molto interessanti. Lo so che siete molto impegnati ma almeno leggetevi l’indice. Spero vi venga la voglia di leggere qualcosa (Domenico e Mario, innanzitutto).
Just a little bit
Mi sono imbattuto nel blog del creatore di SWOOP e ho trovato alcuni post molto interessanti. Cito un post, Tales from the Dark Side – continued, che dovrebbe diventare un editoriale per IEEE IS
The point is there’s a lot happening in the Semantic Web space that is exciting and important, but which is coming from the “Web” side, rather than the AI space. As a result, to many AI researchers this is an unknown part of the technology, and thus the “dark side” allusion.
The need to organize knowledge in some formal way, such as the expressive ontologies so dear to us in the AI community, is only one way to approach things, especially when there are social processes in place to help one navigate the tangled mess that the Web provides. Or to use just one specific example, as an information retrieval challenge YouTube is a disaster, but as a way of spreading video in a viral way across the social structures of the World Wide Web, it is an unmatched success.
For many AI researchers, this social part of the Web really is like the dark side of the moon. We’re so used to thinking that “knowledge is power,” that we fall into a slippery slope, “more is better,” fallacy. If some expressivity is good, lots must be great, and in some cases this is correct. What we forget, however, is something I’ve been saying for a long time, it’s become sort of a catch phrase in Semantic Web circles, “a little semantics goes a long way.” In fact, something I’m just now beginning to understand, is exactly how little is needed to go a long way on something as mind-boggling huge and unorganized as the World Wide Web.
By being able to, even heuristically, equate things found in different web applications to one another, a whole range of mash-ups and other Web applications become possible. A very little piece of semantics, multiplied by the billions of things it can be applied to on the Web, can be a lot of power.
Semantic Web developers are beginning to understand that our technology can similarly gain use by being successfully embedded into the somewhat chaotic, but always exciting, world of Web Applications. This opens up a brand-new playground for us to explore largely unexamined approaches in which a little AI, coupled with the very “long tail” of the Web, opens up new and exciting possibilities for a very different class of (just a little bit) intelligent systems.
Il Web 2.0 in Italia
Qualcuno storcerà il naso solo a sentire il termine Web 2.0,
ma che piaccia o no anche qui in Italia ci stiamo accorgendo di questo “fenomeno” che pur se a volte sembra tanto solo una moda qualcosa di utile alla fine forse riuscirà a portare…
Come al solito un pò in ritardo ma ce ne siamo accorti anche in Italia…
l Web 2.0 e lo scenario italiano: a che punto siamo?
Giornalismo diffuso, condivisione di saperi, progetti partecipativi: scenari e prospettive.
Il 19 gennaio un incontro a Roma, organizzato da giornalismi possibili e Fnsi, per discutere sullo sviluppo della Rete a partire dal Web 2.0, con un occhio particolare sull’informazione. A riprova del fatto che anche in Italia non mancano certo creatività e competenze, verrà presentato un ampio dossier sulla situazione italiana, con un’articolata raccolta di ‘case studies’ (illustrati dagli stessi animatori) e una serie di interviste a giornalisti e blogger. Ampio spazio per il dibattito pubblico e via Skypecast. Partecipazione libera e aperta a tutti.
Inoltre il terzo BarCamp italiano si terrà a Roma (dopo Milano e Torino) e riguarderà proprio il Web 2.0
Segnalo per Mario:
“Perchè Ruby on Rails è lo strumento giusto per il Web2.0”
Dopo la guerra degli IDE …
… puo’ darsi che si prepari un periodo di collaborazione. La fondazione Eclipse compare ora tra i partecipanti del Java Community Process. Chi vivra’ vedra’ (riferimento alle tecnologie, ovviamente ;)).
Cosa stai facendo?
A global community of friends and strangers answering one simple question: What are you doing?
Non so se questa è una buona soluzione per il group awareness. Mi sembra più un gioco sociale.
Nato il 31 Dicembre
Chi poteva nascere il giorno 31 Dicembre a dare, come suo solito, un gran fastidio?
Si, proprio lui…il nostro caro FABIOlino…
TANTI AUGURI DI BUON COMPLEANNO FABIO!
P.S. Altrimenti sembra che nel Collab invecchio solo io 😛
E visto che ci siamo…auguro un BUON 2007 a tutti!
All’anno prossimo…
LiveJabber
E’ con orgoglio che comunico il rilascio di LiveJabber, neonata applicazione Ajax che usa il Google Web Toolkit. LiveJabber è nato nel corso di Sistemi per la Collaborazione in Rete ed è cresciuto nel CDE del Collab. L’autore è Nicola Modugno, un nostro laureando. Lo ha da poco annunciato su un forum specializzato. LiveJabber è già presente in Wikipedia nella lista dei client Jabber.
Congratulazioni, Nicola.
Congratuliamoci con MS
Da oggi il Collab/CDG annovera tra i propri ranghi un nuovo PhD student.
Congrats, Mario!
Nocturnal
Nocturnal è un piccolo progetto di un motore di ricerca personalizzato, collaborativo e peer-to-peer. L’ha lanciato uno studente di PhD durante uno stage alla Microsoft Research. Qui il sito ufficiale. Mi piace questa idea della comunicazione via gossip. Non è solo applicazione. C’è anche una parte algoritmica niente male.
VoIP call gratis il giorno di Natale
Con JAJAH sarà possibile telefonare gratuitamente il giorno di Natale, sia verso cellulari che verso linee fisse, nella Zona 1 e nella Zona 2. Per quanto riguarda la Zona 3 le telefonate gratuite saranno possibili solo verso telefoni fissi.
Sarà possibile telefonare gratuitamente per tutto il corso della giornata di Natale, dall’alba in Nuova Zelanda al tramonto nelle Hawaii. Per l’Italia ciò equivale a chiamate gratuite con JAJAH dalle 12 del mattino del 24 dicembre alle 11 del mattino del 26 dicembre.
Ecco un elenco dei paesi in Zona1: USA, Canada, Cina, Singapore, Hong Kong
Questi invece sono quelli della Zona 2: Argentina, Australia, Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Israele, Italia, Giappone, Lussemburgo, Malesia, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Russia, San Marino, Corea del Sud, Spagna, Svezia, Svizzera, Taiwan, Tailandia, UK, Venezuela
Link: Jajah VoIP.
da: speedblog.net

