Toccami per …

… selezionare oggetti e fare il drag’n’drop (banalizzo). Sulla falsariga del post precedente (che non c’è più, ndr), basato su “scopriamo cosa veramente attira l’attenzione dei nerd”, questa volta ne approfittiamo per parlare di Surface Computing, una via di mezzo tra il touchscreen ed il tavolino in salotto:

Surface technology — computer touch screens that can detect gestures — is no longer science fiction.

Based on the level of success and lessons learned from the initial deployment, Microsoft and AT&T say they may choose to expand the deployment to all of AT&T’s 2,200 U.S. retail stores.

Microsoft is excited at the chance to give their device a real world beta test, and hopes other companies will follow in suit and adopt the unique device.”

Quindi preparatevi ad “operare” stando curvi sul vostro tavolino del salotto, notoriamente una posizione ideale, consigliata da qualunque ortopedico (y).

Eclipse.cs

Disclaimer: non l’ho provato e non ho intenzione di provarlo finche’ campo.

Che Visual Studio sia una palla e che Eclipse rulez sono due fatti oramai stranoti per chiunque frequenti questo blog. Che Eclipse sia una piattaforma per IDE universale e’ dimostrato dalla pletora di di linguaggi supportati. Tuttavia, leggevo che anche l’integrazione con con C# (in particolare Mono), attraverso il progetto Emonic, fa passi avanti: non ha assoutamente il livello di supporto di Java (che rimane il sovrano incontrastato dello sviluppo Eclipse-based) e, personalmente, non credo avra’ mai possibilita’ di affermarsi (soprattutto vista la concorrenza feroce in ambito di linguaggi per la JVM, come JRuby, Scala e Groovy) pero’ mi piace cullarmi con il sogno di usare Eclipse anche dove mi pagano. Ma, forse, la situazione corrente ha anche dei vantaggi (se se): dopotutto posso scrivere questi post proprio perche’ Visual Studio rebuilda l’universo ad ogni nuovo run!

Un dialogo standard

Se vi aspettate la filosofia dell’epoca post-industriale vi sbagliate anche se il problema di “Quale finestra di dialogo esiste gia’ e come la uso?” e’ uno di quelli che pone non pochi dubbi esistenziali nella vita di ogni informatico che rifletta sul senso della vita in RCP (quelli con .NET hanno gia’ tratto le conclusioni). Fortunatamente qualcuno (vi lascio indovinare di quale nazionalita’) ha scritto una breve panoramica sui alcuni tipi di dialog in RCP: prima di chiedere un prestito per aprire una pizzeria in australia, dategli un’occhiata.

RCP galore

Cosa accade nel mondo RCP? Quali applicazioni commerciali e quali open source cui “ispirarmi” sono state/vengono sviluppate basandosi sul framework piu’ amato/odiato da tutti quelli che ruotano nell’orbita Collab? C’e’ qualche case-study che puo’ illuminare una noiosa mattinata appresso a visual studio? Ma soprattutto: il sistema solare vivra’ ancora per 7.5 Mld di anni? Se aspettate me per una risposta state freschi: fortunatamente esiste qualcuno che tiene aggiornata una pagina che fa per voi.

The CKC Challenge: Exploring Tools for Collaborative Knowledge Construction

Un pò meno di un anno fa ci fu un workshop davvero interessante a Banff, il titolo era:

Workshop on Social and Collaborative Construction of Structured Knowledge

insieme al workshop organizzarono un challenge, con lo scopo di testare alcuni tool per la creazione collaborativa di conoscenza. Personalmente partecipai abbastanza attivamente e vinsi anche una maglietta! 🙂

A distanza di un bel pò, volevo segnalare che i chair del workshop hanno scritto un articolo su IEEE Intelligent Systems reperibile qui in cui riportano alcuni risultati relativi all’esito del challenge…

enjoy 😉