Studio sulla diffusione delle informazioni in Facebook

Ho letto i risultati di uno studio scientifico condotto su un campione sperimentale di 283 milioni di utenti di Facebook. La pubblicazione e la condivisione dei link di questi utenti è stata monitorata per un paio di mesi. I ricercatori hanno così potuto osservare come la diffusione delle informazioni in Facebook cambia al variare della forza dei legami tra gli utenti.
La conclusione è che gli utenti di Facebook consumano informazioni che provengono prevalentemente da conoscenti (weak ties) piuttosto che da amici stretti (strong ties) e questo favorisce lo scambio di punti di vista diversi.
Qui sotto riporto alcuni passaggi tratti da una nota riassuntiva degli autori dello studio.

We found that people are more likely to share the information they were exposed to by their strong ties than by their weak ties on Facebook.

weak ties have the greatest potential to expose their friends to information that they would not have otherwise discovered.

because of their abundance, weak ties are primarily responsible for the majority of information spread on Facebook.

the bulk of information we consume and share comes from people with different perspectives.

online social networks can serve as an important medium for sharing new perspectives, products and world events.

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Intersocial

Nei prossimi due anni saremo impegnati con InterSocial, un progetto INTERREG IVC che ha come obiettivo l’introduzione e la diffusione del social software per migliorare la competitività delle PMI locali. Il partner italiano è l’Agenzia per il Patrimonio Culturale Euromediterraneo. I partner greci sono l’Università di Ioannina e l’Università di Patrasso.
@intersocial_prj per le news.

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BeMyApp Italia a Bari

Bastano 48 ore per formare un team e realizzare un’App per dispositivi mobili? Lo scopriremo a BeMyApp, dal 25 al 27 novembre 2011 a Bari, presso la Fiera del Levante.
Sembra che ci sarà tanta gente. Ci saremo anche noi: come giuria, come speaker e come curiosi.

PS. Il promotore dell’evento, Nicholas Caporusso, fu uno studente della prima edizione (2005-2006) del corso di Sistemi per la Collaborazione in Rete. Nicholas presentò un paper dal titolo: “Using social psychology to motivate contribution to online communities“. Profetico.

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La storia in un post

Ho letto un divertente e instruttivo post sulla storia dell’informatica. L’ha scritto un famoso collega, Bertrand Meyer (Design by Contract, linguaggio Eiffel).

At the start there was Alan. He was the best of all: built the right math model (years ahead of the real thing in any shape, color or form); was able to prove that no one among us can know for sure if his or her loops — or their code as a whole — will ever stop; got to crack the Nazis’ codes; and in so doing kind of saved the world. …

Tra i grandi informatici c’è Vic, il mio mentore. Provate a indovinare chi si cela dietro gli altri nomi di battesimo.

Buona lettura.
The story of our field, in a few short words

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Come valutare un articolo tecnico-scientifico

Per chi intende sostenere l’esonero dalla prova teorica del corso di Sistemi per la Collaborazione in Rete, oltre che presentare in aula l’articolo scelto, mi aspetto di ricevere (l’email va bene) un piccolo saggio (una-due pagine) che affronti in modo esplicito i seguenti punti:
- Motivazioni: qual è il problema affrontato?
- Soluzione proposta: può essere una tecnologia, un’idea innovativa o un’ipotesi da verificare.
- Valutazione della proposta: come viene effettuata? E’ convincente?
- Contributi innovativi: i passi in avanti rispetto a cosa sappiamo e cosa sappiamo fare.
- Direzione futura: cos’altro c’è da fare per saperne di più sul problema affrontato o per migliorare la soluzione proposta?

Se non fosse possibile rispondere a ogni punto, dovrebbe risultare chiaro che si tratta di una mancanza degli autori e non di chi ha letto l’articolo e lo sta presentando.

Questo post è basato su How to Read an Engineering Research Paper di Bill Griswold della University of California, San Diego.

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Istruzioni per la prova di esonero 2011/2012

Ecco le istruzioni sul processo da seguire per preparare l’esonero dalla prova orale del corso di Sistemi per la Collaborazione in Rete. Ancora una volta, riuso le istruzioni degli anni passati, con modifiche minori per aggiornare i link al nuovo anno accademico.
E’ necessario completare le seguenti azioni nel giro di due settimane:

  • Selezionare da BibSonomy gli articoli che si reputano interessanti, sulla base del titolo e dell’abstract.
  • Scaricare dal folder papers 2011-2012 di Google Docs gli articoli selezionati e scegliere quale presentare.
  • Controllare sullo spreadsheet di Google Docs di non essere arrivati troppo tardi; se sì, tocca scegliere un altro articolo ma potrebbe anche essere necessario tornare al primo passo.
  • Modificare la lista su Google Docs, aggiungendo l’articolo scelto: campi Studente, email, Titolo, URI (in Bibsonomy).

In caso si cambi idea è possibile modificare la scelta prima della pubblicazione del calendario delle presentazioni.

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Sistemi per la Collaborazione in Rete a.a.2011/2012

Sistemi per la Collaborazione in Rete è un corso a scelta del secondo anno della Laurea Magistrale in Informatica.
La prima lezione è prevista per mercoledì 5 ottobre, ore 11:00, aula A piano terra. Ai 18 25 studenti già iscritti auguro buon lavoro.

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ICGSE 2011 Day 2

La sessione più interessante è stata quella sulla comunicazione.
La prima presentazione è stata la mia (A Controlled Experiment on the Effects of Machine Translation in Multilingual Requirements Meetings). Ho avuto molto feedback, non capita sempre. Rafael ci spedirà un riassunto. Tra i suggerimenti, quello di vedere il lavoro di Mika Yasuoka. Da quel che ho già letto, l’MT è stato applicato alle discussioni asincrone. Da tenere presente e citare.
La seconda presentazione (Exploring the Role of Instant Messaging in a Global Software Development Project) è stata di una dottoranda italiana, Rosalba Giuffrida, della IT University of Copenaghen. Rosalba ha presentato anche un poster sul social software in global software engineering. E’ interessata alla parte etnografica piuttosto che di sviluppo, il che la candida a una collaborazione con noi. L’ho invitata a trascorrere un periodo di visiting presso il Collab. Il marito è anch’egli un dottorando, si occupa di videogame e potrebbe collaborare con Fabio senior.

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ICGSE 2011 Day 1

Breve cronaca personale del primo giorno di conferenza a Helsinki: 6th IEEE International Conference on Global Software Engineering (ICGSE 2011).
Il keynote è stato noiosetto: solita rassegna sulle pratiche OSD confrontate a malapena con quelle del GSE.
Ho ascoltato invece una presentazione molto interessante di Ban Al-Ani (Irvine): “An Understanding of the Role of Trust in Knowledge Seeking and Acceptance Practices in Distributed Development Teams”. Ban propone di usare tecnologie web 2.0 per il “knowledge seeking” e identifica un insieme di requisiti che andrebbero implementati. Da leggere attentamente (messaggio per Fabio).
Nell’introduzione al panel “Requirements Engineering in GSE”, Daniela Damian ha incluso tra le research challenge: “collaboration among multiple non-English speaking offshoring partners”. Sempre nel panel, Claes Wohlin si è scagliato contro i tool accademici che non hanno impatto per mancanza di collaborazione diretta con l’industria.
La notizia “bomba” la lascio per ultima: nel 2013 la conferenza si terrà a Bari.

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Google+ Hangouts: presto la tecnologia aperta a terze parti

Forse l’unica feature davvero degna di nota in Google+ è la videochat di gruppo, o Hangout.

Scopro con piacere che è ancora basata su Jingle, l’estensione XMPP che stiamo utilizzando per aggiungere il supporto audio in eConference (oltre quello via Skype già disponibile) .

“At a high level, it’s based on XMPP MUC (XEP-0045) and Jingle (XEP-0166/167), with some other enhancements needed to handle our architecture.”

L’altra buona notizia è che Google pare essere interessata ad “aprire” e rilasciare le specifiche, in modo da rendere la tecnologia alla base di Hangout disponibile agli sviluppatori di terze parti:

Google’s plans to release the specs for Hangouts also tells us a bit about the way the company is looking at the various components of its new social offering. In the short term, Hangouts could well be the killer feature that gets people to sign up for Google Plus. [...] At that point, it will only make sense to empower third-party developers as well.

via Gigaom

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