Un po’ perchè non sempre si trovano articoli che abbiano qualcosa di interessante da dire sui videogiochi, un po’ perché non reggevo più la vista del post precedente.
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Non c’è un’altra forma di intrattenimento che separi in modo così netto l’universo dei fan da tutti gli altri. I libri, il cinema, la tv, la danza, il teatro, la musica, la pittura, la fotografia, la scultura hanno il loro pubblico. Ma anche chi non se ne interessa sa che queste forme di cultura esistono e che ci sono eventi importanti per i loro appassionati. Nel caso dei videogiochi non è così. Ci sono le persone che ci giocano e c’è il resto del mondo, per il quale semplicemente i videogame non esistono. E che viene a saperne qualcosa solo quando un giornale pubblica una di quelle notizie tragiche in cui il protagonista è sempre un ragazzo mentalmente disturbato che si è “ispirato” a un videogioco per fare qualcosa di terribile.
L’invisibilità dei videogiochi è un fenomeno interessante. E inoltre fa in modo che in alcuni giochi succedano cose interessanti senza che il mondo della cultura se ne accorga.
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Di John Lanchester, da London Review Of Books