Bastano 48 ore per formare un team e realizzare un’App per dispositivi mobili? Lo scopriremo a BeMyApp, dal 25 al 27 novembre 2011 a Bari, presso la Fiera del Levante.
Sembra che ci sarà tanta gente. Ci saremo anche noi: come giuria, come speaker e come curiosi.

PS. Il promotore dell’evento, Nicholas Caporusso, fu uno studente della prima edizione (2005-2006) del corso di Sistemi per la Collaborazione in Rete. Nicholas presentò un paper dal titolo: “Using social psychology to motivate contribution to online communities“. Profetico.

BeMyApp Italia a Bari
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8 thoughts on “BeMyApp Italia a Bari

  • 30 November 2011 at 10:21
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    personalmente avrei preferito YouMayor a CakeDesign, la seconda fa in qualche modo riferimento ad un business già avviato mentre l’idea di EmilianoBot è fenomenale 😀

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  • 1 December 2011 at 01:25
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    C’era più di un app che meritava e non si poteva premiare tutti.

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  • 5 December 2011 at 02:35
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    48 ore non-stop (quindi no sonno, etc) o 48 ore effettive?
    Es: Per un progettino su cui ero sviluppatore/progettista unico ho avuto 4 giorni (7 ore al giorno.. lavorando SOLO i sabato e domenica, quindi essenzialmente ho lavorato 2 settimane senza giornate libere) per imparare e realizzare da zero un’app per android che effettua CRUD da un db interno, sincronizzazione in remoto con un db esterno, sso, integrazione con fotocamera e stampante bluetooth e integrazione con salesforce… Quindi alla fine se erano più di uno, le 48 ore per alcune di quelle app sono un giusto margine di tempo se hanno fatto tutto 48-hours straight..

    Comunque mi fa piacere che manifestazioni del genere si facciano anche a Bari, così almeno si rilancia un po’ il nostro bistrattato sud. Perchè si dice “il sud di qui, blablabla”, eppure i miei responsabili sono molto soddisfatti del mio lavoro (sia come sviluppo puro, sia a livello di documentazione in fase di analisi/progettazione) e per ammissione stessa di uno dei miei “capi” alla fine con molti ragazzi del sud si è trovato meglio visto che si tende a inglobare durante il percorso universitario molte opportunità “dirette” (vedi progetti e progettini) che abituano gli studenti a lavorare con un obbiettivo con una to-do list in maniera semi-indipendente 🙂

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  • 12 December 2011 at 16:56
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    bruciante 😛
    40 ore di attività di fila sono una bella prova se il prodotto finale è all’altezza!
    kudos a tutti i partecipanti!

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