Quest’anno il world wide web ha compiuto 20 anni… sebbene alla ribalta solo dal ’91… nel ’89 il fisico Tim Berners Lee(TBL) nei laboratori del CERN scriveva il primo web server e web client… il discorso ufficiale di apertura della 18° conferenza sul world wide web stamane era proprio incentrato su alcune riflessioni su questi 20 anni per cercare di indovinare un possible futuro di uno strumento che inevitabilmente ha cambiato la nostra vita… sia solo nel modo di comunicare…
Prima del talk c’è stato un panel in cui la moderatrice era la presidente dell’ACM (Wendy Hall) e i cinque amici al bar erano TBL, un altro mai sentito, e poi il vicepresidente di google, il vicepresidente di mozilla e il vicepresidente della O’Reilly. Non so sinceramente i presidenti che stavano a fà… mi viene da pensare non potremo mandare anche noi il vicepresidente del consiglio all’estero invece dello psiconano? 🙂
Poi hanno chiuso l’accesso al palazzo maestoso in cui si tiene la conferenza perchè alle 10.30 è arrivato il principe delle asturias e consorte con il ministro delle telecomunicazioni e il rettore del politecnico di Madrid… tutti e tre (la moglie no ha fatto solo la presenza) hanno detto i soliti bla bla bla in spagnolo (con una traduzione in inglese postata come slide sugli schermi) prima di (finalmente) lasciare parola a sir Tim Berners Lee.

Quando parla è un pò agitato il ragazzo però a mio parere dice un sacco di cose interessanti (è il suo secondo talk che sento questo)… cmq rompe il ghiaccio dicendo che questi 20 anni son volati… come succede sempre d’altronde, adesso sono 5 poi 10 e improvvisamente 20…
beh i primi anni tutto era incentrato sulla ricerca… cercare le informazioni sul web era il tema principale, poi sono cambiate un bel pò di cose… i pixel dappertutto come ha detto lui hanno fatto si che anche il web si sia spostato verso il mobile, tuttavia nonostante i wiki i blogs, twitter (che credo sia ciò che va più di moda… supera anche facebook) gran parte del web attuale non bisogna dimenticarsi che è ancora fatto da pagine statiche, html e pdf e non bisogna dmenticarsi che ci sono ancora tante pagine e applicazioni sul web che non usano gli standard… il motto per il fututo dev’essere “one Web, use standard”
Veniamo al futuro… TBL ha evidenziato alcuni punti a suo parere fondamentali per le web application del futuro: privacy and modularity.
La parte che ho apprezzato di più è stata poi quella relativa a “open social networking”.
TBL ha osservato come le attuali reti sociali sono dei “walled gardens” la storia si ripete come è stato per AOL e altre applicazioni nel passato che acquistano potere e si fanno prendere dalla tentazione di chiudersi per poter naturalmente fare più soldi… tuttavia non è la strada da seguire e questi 20 anni ce lo insegnano…
la strada da seguire secondo TBL (e sono totalmente d’accordo) sono le open APIs, i linked data (with policy-aware access control) e “get the power of reuse”. Ha fatto un bell’esempio di alice su twitter su identi.ca e su tweet.ie per mostrare come le social application sono social silos e a suo dire il web 3.0 dev’essere il web 2.0 with social silos broken down.
Si è poi dilungato (come prevedibile) sui linked data… ha mostrato alcuni vantaggi ma anche i challenges da affrontare…il problema delle identità e della fiducia…
a suo dire “we need to develop systems that allow to express how information can be used” anche detti socially aware data systems… in cui magari gli user hanno un URI e anche i gruppi hanno un URI…
infine ci ha mostrato il web che lui vorrebbe… e ha concluso più o meno così:
“somehing we learned is: build a platform for others to follow and do not assume what they will use it for…
do a bit, others will do other”

No questions perchè il tempo was gone… un coffe break con le guardie del corpo del principe dappertutto e poi una giornata mui intiensa con alcuni paperi interessanti…
ma di questo magari ve ne parlo un’altra volta 😛

Adios!

foci
socialsilos
webhewouldlike

It’s 20 years… so where are we?
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3 thoughts on “It’s 20 years… so where are we?

  • 23 April 2009 at 01:14
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    Grande reportage. Bella la slide dei walled gardens.
    Ci aspettiamo altri post interessanti.

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  • 23 April 2009 at 08:45
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    è vero, bellissima la simbologia dei muri! e bella anche la frase finale:
    “build a platform for others to follow and do not assume what they will use it for…do a bit, others will do other”

    Reply
  • 25 April 2009 at 08:46
    Permalink

    Potrebbe essere interessante il libro: Here Comes Everybody: The Power of Organizing Without Organizations di Clay Shirky, che pare stia avendo abbastanza successo:
    “is about why new social tools matter for society”
    “written from the point of view I have adopted from my students, namely that the internet is now boring, and the key question is what we are going to do with it”

    l’ho trovato tra i blogroll link del collablog

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