In un panel al WWW 2007, un ricercatore Yahoo, Mor Naaman, ha lanciato una provocazione quasi blasfema (siamo pur sempre nel tempio di Sir TBL): “il Semantic Web è morto”. In realtà perorava la causa dell’Emergent Semantic Web, quello basato sui tag del popolo degli utenti.
Per chi avesse perso l’evento (ogni riferimento a persone è puramente casuale), c’è un post sul blog di Yahoo! Research Berkeley’s
Se n’è accorta Gaia Bottà che l’ha prontamente pubblicato su Punto Informatico.

C’è chi dice che il Semantic Web è morto
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6 thoughts on “C’è chi dice che il Semantic Web è morto

  • 18 May 2007 at 10:43
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    casualmente rispondo io 😉
    sembra interessante 🙂
    ma nel tempio immenso che era quello di Sir TBL era impossibile nn perdersi niente :P:P:P
    e tra le cose da tralasciare i panel erano in pole position;)

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  • 19 May 2007 at 14:09
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    Io lo dicevo dalla prima volta che sentii parlare del semantic web…ora finalmente a distanza di anni qualcuno che la pensa come me…mi fa piacere 😀
    comunque…anche prevedendo dei sistemi tag o tag-like per così dire l’utente sarebbe in ogni caso “soggetto” alla macchina, nel senso che, se quello che ho letto è giusto, un utente deve in ogni caso sottostare ad un sistema di tag e vi assicuro che far entrare nella testa ad un utente che deve usare dei tag è decisamente difficile.

    l’esempio riportato riguarda flickr ma questo è un solo un contenitore di foto (ho semplificato ma tant’è…che quello fa) e posso richiedere i tag all’utente sottoforma di diverse informazoni…ed è un discorso che va benissimo per l’inglese (lingua elementare con 3 costrutti e due regole di grammatica…) e con l’italiano? 😀

    Bah come l’autore dell’articolo alla fine sono convinto anche io che il semantic web come era stato proposto è destinato a non vedere mai la luce, mentre dei micro semantic web potrebbero (condizionale è d’obbligo) sorgere ma solo in certi tipi di realtà…
    chi vivrà vedrà 🙂
    byeeeeeezzzzzzzzz

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  • 19 May 2007 at 14:23
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    Ho letto che ad esempio Firefox 3 supporterà alcuni Microformats come hCalendar o quello per la definizione dei Profili.

    Per chi non lo sapesse i Microformati descrivono un set predefinito di Tag per dare semantica alle informazioni presenti in Rete, ritagliate però soltanto nell’ambito di un contesto molto piccolo (nel caso, quello delle informazioni personali o degli impegni)

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  • 19 May 2007 at 23:26
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    Interessante. Immagino che il set predefinito sia estendibile da parte dell’utente altrimenti si tratterebbe di un insieme fisso di keyword, roba vista e stravista.

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  • 20 May 2007 at 11:29
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    Ci ha visto lungo quello studioso che dava poca importanza alle triple RDF per cimentarsi nello studio pazzo ed intenso delle ontologie nella bioinformatica…

    …tornando seri, anche io sono d’accordo con Giovanni, e, cito la chiusura dell’articolo di PuntoInformatico:

    Per questo motivo, il Web Semantico così come lo prospetta e lo invoca Tim Berners Lee rischia di restare un sogno. Un sogno che non vieta di pensare alla prospettiva di un “Emerging-Semantics Web”, nel quale le ontologie emergono dal basso, connotandosi in base al volere dei netizen, nel quale la classificazione dei contenuti si ponga a servizio delle macchine non in maniera globale, ma ritagliandosi su misura di singole applicazioni.

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