Per chi crede che i giochi di ruolo siano giochi e basta, guardate questo video.
Anzi, prima di guardarlo leggete l’antefatto. Lo racconta mirabilmente il daveblog che a sua volta l’ha ripreso dal blog Hatingline .
Mi aspetto un commento di Fabione e altri appassionati. Dibattito sul tema: esiste il crimine di guerra nel mondo virtuale dei giochi di ruolo?

Gioco di ruolo: gioco?
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14 thoughts on “Gioco di ruolo: gioco?

  • 7 May 2006 at 14:49
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    Salve
    allora…io partirei con il riportare per intero la vicenda:
    “Ecco cosa è successo: sapete che on line ci sono le comunità virtuali dedite ai giochi di ruolo, sì? Io non lo sapevo. Queste persone fanno partitone lunghissime e partecipano a forum di supporto condividendo la loro passione. Ebbene, un giorno in uno di questi forum si viene a scoprire che una ragazza appassionata del celebre gioco “World of Warcraft” è… morta. La notizia colpisce nel profondo gli utenti e “colleghi giocatori” della ragazza e, giuro, colpirebbe anche me se ad un certo punto non spuntasse fuori un risvolto che ha del clamoroso. Nel forum virtuale un utente butta lì una trash-proposta: “organizziamole un funerale virtuale sulle sponde del lago, visto che lei amava molto quel luogo”. In altre parole: con grande anticipo e una degna divulgazione della nobile iniziativa, un numero enorme di utenti, ciascuno col suo personaggetto fantasy, decide di darsi appuntamento in una location del gioco (il lago) per celebrare degnamente e con rispetto il funerale virtuale della compagna di avventura. Immaginate quindi questa processione surreale ma civilissima fatta di orchi, fate, troll e compagnia salmodiante. A quel punto però che succede? Uno sparuto gruppo di altri giocatori decide che una cosa del genere non è umanamente concepibile, e allora cosa fa? Organizza una battuta di caccia e sorprende i partecipanti del funerale ordinatamente in fila sulle sponde del lago. UNA CARNEFICINA.”

    Ok ora passiamo alle considerazioni…partendo dall’assioma che quello di un gioco online non è nè potrà mai essere gioco di Ruolo ma semplicemente un punta e clicca con elementi vagamente di ruolo (la mancanza di un master indica che non è un gdr e la presenza di un master è uno degli elementi fondamentali per poter definire un gioco come GDR) dove gli unici elementi realmente di ruolo sono solo i numeri che permettono di quantificare qualche cosa come la forza l’intelligenza ecc ecc in un gdr si dovrebbe interpretare un ruolo ed online non si interpreta nulla…

    In un gioco altamente competitivo come un mmorpg rubare gli oggetti ad altri personaggi è una fonte altamente redditizia…ed il player killing è vecchio com’è vecchio il gioco online (dai tempi di Battle.Net ad opera della blizzard), quindi…quelli sul lago sono state semplicemente le prede perfette.
    Inoltre questo tipo di giochi online fa in modo che il limite tra reale e virtuale sia molto ma molto lebile…che questo riporti gli uccisi da questo lato dello schermo?
    Pollice alzato per quei grandi che hanno fatto il massacro…chissà coem si saranno divertiti, probabilmente l’avrei fatto anche io, chissà quanta roba avranno recuperato!

    il tutto imho

    byeeeeeezzzzzzzzz

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  • 8 May 2006 at 10:24
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    Non sono un grande amante dei mmorpg, ma mi permetto di dire la mia, vista la mia esperienza in rete con FPS vari come Counter Strike, America’s Army, etc etc.

    E’ deceduta relamente una persona e si pensa di organizzare un funerale virtuale? Ma stiamo scherzando? Si sta realmente perdendo la sensibilità delle cose e, cosa più preoccupante, c’è gente che s’identifica sempre più nel suo alterego virtuale distaccandosi dalla realtà.
    E’ un videogame quindi si gioca e basta! E per piacere nessuna menata su moralismi vari o sulla licenza poetica di un iniziativa simile. Potevano andare al funerale vero, o se impossibilitati, mandare un telegramma.

    ERGO: onore al merito al manipolo di cacciatori che con il loro gesto ci hanno ricordato che si tratta solamente di un gioco.

    E poi, offro un’altra prospettiva dell’accaduto: metti che accedevo al gioco senza sapere di tale iniziativa e mi ritrovo tutti questi personaggi in una sorta di plotone d’esecuzione. Cha faccio? E’ World of Warcraft oppure “un corso avanzato di buone maniere online”? Gli chiedo “Cosa state facendo di bello qui?”.

    Come risposta cito i MotorHead:
    “I am the game, you don’t wanna play me.
    I am control, no way you can change me.
    I am heavy debt, no way you can pay me.
    I am the pain and I know you can’t take me.
    IT’S TIME TO PLAY THE GAME…”

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  • 8 May 2006 at 17:16
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    Una battuta per dskat: ma allora sei un fan di Triple H
    Faccio osservare che:
    1. non si trattava di un funerale ma di un “memorial” ovvero un incontro per onorare il ricordo della compagna di giochi;
    2. difficile andare al funerale di qualcuno di cui si conosce solo la presenza virtuale sebbene questa sia sufficiente a provare dispiacere per la morte prematura;
    3. gli organizzatori pensavano di farne un video da spedire ai familiari; poi il video è stato un’altra cosa;
    4. si trattava di un agguato in piena regola ad un gruppo di giocatori volutamente disarmati;
    Mi rimane l’atroce dubbio se nel mondo virtuale valgono o no le regole etiche del mondo reale. Nel mondo reale una cosa del genere, anche in uno scenario di guerra, verrebbe considerata orrenda. O no?

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  • 9 May 2006 at 09:31
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    Si, l’assassino cerebrale è un grande!
    Rispondo alle osservazioni:
    1. Il mio uso del termine “funerale” equivaleva naturalmente a “memorial”, altrimenti sarebbe già intervenuto sua Eminem. Ruini;
    2-3 Se gli volevano mandare il video potevano mandare pure tranquillamente le loro condoglianze. Cmq volendo riconoscere loro la nobiltà del loro gesto, rimango sempre dell’avviso che non si puo ricordare una persona fisica reale, onorando il suo alterego virtuale. Mi spiego: i compagni di WOW chi hanno conosciuto? Un personaggio che probabilmente non aveva nulla a che spartire con la persona reale. E anche se avrebbero mandato il video ? Avrebbero ricordato alla famiglia della deceduta una persona “sconosciuta”. “Chi è Lilith? Mia figlia si chimava Mary!!!” (scusate il trash, ma rende bene l’idea);
    4. Dipende dalla scala di sensibilità di ognuno di noi. Mi schifo già abbastanza quotidianamente degli orrori umani per perdere tempo dietro a questi agguati virtuali;

    Nel mondo virtuale valgono o no le regole etiche del mondo reale? La mia risposta è NO, ma va contestualizzata. Una cosa è giocare a The Sims, un’altra è giocare a wow o simili. Creare un game dove la violenza è un fattore determinante e poi sentire parlare di etica mi suona un po strano.
    Sono giochi (GRANDI GIOCHI) per piacere non facciamoli diventare altro.

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  • 9 May 2006 at 16:03
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    Parto dal presupposto che io non ho grande esperienza di giochi online, certo è che non occorre una vita a giocare on line per capire che esistono(come nel mondo reale) gli approfittatori..Quindi organizzare un funerale on line all’interno del gioco come hanno fatto quelli del video è come voler dire: “mi sono scocciato di giocare e quindi mi suicido”.
    Per non parlare dellìidea alquanto macabra di un funerale in un gioco…anzi direi che si tratta di un’idea suallida!!
    Dato questo presupposto io concordo con chi ha pensato di punire i partecipanti alla “cerimonia” con una rica carneficina…anzi penso che siano stati i carnefici a rendere onore alla persona che realmente è morta dimostrando che era una persona abile e intelligente anto da sopravvivere nel gioco, al contrario di tutti coloro che hanno fatto questa bella “cerimonia”.

    Kmq ke figata questi giochi!!

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  • 9 May 2006 at 20:14
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    Ragazzi vi vorrei far notare che il server era PVP ovvero Player Versus Player (quindi nessun stinco di santo in gioco)…probabilmente erano anche clan rivali…
    ed approfondendo…il sito del clan che ha fatto quella cosa spettacolare è stato hackato! 😀
    A me vien da ridere…e cmq quel video è davvero uno spasso, a partire dalle musiche a dir poco grandiose! 😀
    byeeeeezzzzzzzzzzzz

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  • 10 May 2006 at 16:58
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    Insomma allora ho esagerato a parlare di crimine di guerra? Non esiste questa categoria nel mondo dei giochi online? Non esistono equivalenti di Radovan Karadzic, leader dei serbo-bosniaci, o di Ratko Mladic, generale serbo-bosniaco? Parlo delle pulizie etniche in Bosnia negli anni ’90.

    Reply
  • 10 May 2006 at 20:25
    Permalink

    Uhm no…
    nei giochi online le guerre ci sono (mi ricordo ancora quando a lineage 2 in 3 andammo all’assalto di un castello avversario…mitico!!! Ovviamente non ci furono superstiti…parlo dei difensori…visto che gli sfondai le porte del castello a mani nude 😀 😀 :D) ma sono clan contro clan ma nulla di irreparabile…oggi ci si fa la guerra domani si va a fare una pizza assieme…
    Si secondo me…si sta in genere dando un po troppo spessore alla vicenda (anche se il video è spettacolare) anche su altri forum, specialmente quelli specializzati.
    Un merito lo hanno quei player killer…li hanno riportati alla realtà 😀 anche perchè pare che il video lo volevano spedire alla famiglia della tipa…
    mettetevi nei panni dei genitori…fortuna com’è andata
    byeeeeeezzzzzzzzzzzzzzzz

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  • 10 May 2006 at 23:25
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    Ho avuto modo di vedere il video nello studio di FAbio l’altro ieri.
    Premetto che ho giocato a diversi mmorpg come Ultima Online, La Quarta Profezia, Ragnarok Online, World of Warcraft e tuttora ho personaggi attivi sui server di Dark Age of Camelot, Dungeon & Dragons Online e Guild Wars.
    Penso che sia d’obbligo tenere conto di due considerazioni fondamentali :
    – bisogna distinguere la real life dal gioco
    – nel gioco si impersonano avatar che non dovrebbero avere nulla a che fare con le persone che stanno dietro lo schermo.
    Detto questo, mi sono informato riguardo lo sparuto gruppo di player killer e dalle notizie che ho potuto trovare sui forum mi sembra di aver capito che facevano parte di un clan malvagio, quindi non posso che fare un applauso alla loro fantastica idea e, devo ammetterlo, se fossi stato un loro alleato, avrei partecipato senza dubbio all’attacco.
    Ricordiamoci che si tratta sempre di un gioco che non ha assolutamente nulla di reale….

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  • 11 May 2006 at 09:11
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    Prof. ha effettivamente esagerato a parlare di crimini di guerra. Nominare quella gente poi…. Allora che dire di Materazzi? Lo reputo un assassino, ma non lo paragono mica a Himmler.

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  • 11 May 2006 at 10:02
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    Era una provocazione. Mi sa che mi avete convinto. Grazie.

    Reply
  • 11 May 2006 at 10:54
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    In effetti parlare di crimini di guerra è esagerato, in quanto si tratta di giochi di guerra, i cui partecipanti sono li per fare la guerra…..non ci sono civili inermi che vengono massacrati inconsapevolmente…..i player sono consapevoli dei rischi che corrono.

    Tornando al video, io personalmente ritengo che entrambi i gruppi abbiano interpretao il gioco nel modo migliore possibile. Gli amici virtuali hanno reso onore, virtualmente, al personaggio della ragazza….gli altri hanno approfittato alla grande della situazione favorevole…..a mio parere il gioco (che non conosco) è riuscito nel suo intento di coinvolgere i giocatori…..e questo credo sia l’obiettivo fondamentale di un gioco.

    Non condivido le critiche che sono state mosse ai due gruppi. E’, come tutti concordano, un gioco e quindi lo si “partecipa” come meglio si crede, nei limiti del regolamento…..non credo ci sia qualche cosa di offensivo nei confronti della ragazza morta se i suoi compagni di gioco le hanno voluto rendere omaggio a loro modo…..nell’ambiente in cui la hanno conosciuta, interpretando il personaggio con cui la avevano conosciuta…..anzi, a mio parere è meno ipocrita che partecipare al funerale reale di una persona di cui non sai niente…..per loro la ragazza ERA quel personaggio e a quel personaggio hanno reso omaggio. Per me sono stati dei GRANDI tutti.

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  • 20 June 2006 at 08:06
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    Secondo me si può rendere l’ultimo saluto anke in questo modo.
    Non vedo che differenza c’è tra farlo nella vita reale o in quella virtuale…
    E’ sempre e comunque un momento di aggregazione…
    Finitela con questa cavolata di perdere il contatto con la vita reale o simili…
    Si è voluto salutare per l’ultima volta un’amica conosciuta in quel posto e in quel contesto…

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